D.Lgs 81/08 in pillole: bibliografia

Compiti deleghe, obblighi e Responsabilità secondo il D.Lgs. 81/08 e il D.Lgs. 106/09 di F. D’Orsi e M. di Giorgio – EPC LIBRI – 2009

Guida Tecnico Applicativa per RSPP, RLS, Tecnici e Medici Competenti – DOSSIER AMBIENTE N°88 -2009 Ass. Ambiente e Lavoro

Manuale per L’applicazione del D.Lgs. 81/2008 di Sergio Rovetta – EPC LIBRI X edizione 2009

Documento Programmatico a seguito della Valutazione del Rischio ex D.Lgs. 81/2008″ – redatta dal Comitato Tecnico C2.1 “Prevenzione infortuni e sicurezza attrezzature di lavoro” 16/10/2009 – AIAS

D.Lgs 81/08 in pillole: i quesiti in materia di igiene e sicurezza sul lavoro

Tempi di adempimenti del D.Lgs. 81/08

 Quesito:
Entro quali tempi, dall’inizio dell’attività, il Datore di Lavoro ha l’obbligo di redigere il documento di valutazione dei rischi?

 Risposta:
Con la prima emanazione del
D.Lgs. 81/08 veniva individuata la data del 1 gennaio 2009 come entrata in vigore dello stesso per quanto concerne la parte relativa alla valutazione dei rischi. Le successive modifiche apportate con il D.Lgs. 3 Agosto 2009, n° 106 hanno introdotto all’art. 28 del D.Lgs. 81/08 il comma 3-bis in cui si spiega che “in caso di costituzione di nuova impresa, il datore di lavoro è tenuto ad effettuare immediatamente la valutazione dei rischi elaborando il relativo documento entro novanta giorni dalla data di inizio della propria attività”.

 Applicazione del D.Lgs. 81/08 nella Scuola

 Quesito:
In riferimento al
D.Lgs. 81/08, per il comparto Scuola è prevista l’emanazione del decreto attuativo entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore del D.Lgs. 81/08: fino a tale data quale normativa in merito alla sicurezza si applica in tale comparto?

 Risposta:
Per quanto riguarda gli istituti di istruzione ed educazione ed i settori indicati nel D.Lgs. 81/08 all’articolo 3 comma 2 sono previsti decreti attuativi da emanarsi entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore del decreto, ovvero entro il 15 maggio 2010.

Fino alla scadenza di tale termine restano in vigore le disposizioni previste dall’abrogato D.Lgs. 626/94 e, come sancito nel D.Lgs. 81/08 all’articolo 3 comma 3 “..decorso inutilmente tale termine, trovano applicazione le disposizioni di cui al presente decreto”.

Vista l’imminenza della data indicata, si consiglia di conformarsi già da ora a quanto dispone il nuovo testo unico in materia di sicurezza, tenendo conto di eventuali specifiche applicative del settore: Decreto della Pubblica Istruzione 29 settembre 1998, n. 382, Decreto Ministero dell’Università e della ricerca scientifica e tecnologica – 5 agosto 1998 n. 363.

 Comunicazione nomina RSPP

 Quesito:

Con l’entrata in vigore del D.Lgs. 81/08, è ancora d’obbligo la comunicazione del nominativo del RSPP all’Ispettorato del lavoro e alla A.S.L. di competenza?

 Risposta:
L’
obbligo di comunicare il nominativo del RSPP all’Ispettorato del Lavoro e alla ASL di competenza era previsto dall’abrogato art. 8 comma 11 del D.Lgs. 626/94. Con l’entrata in vigore del D.Lgs. 81/08 tale obbligo, pur non essendo stato esplicitamente reiterato, è venuto a decadere. Non risulta infatti citato nessun obbligo di tale genere tra quelli del Datore di Lavoro elencati negli articoli 17 e 18 del D.Lgs. 81/08.

La nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione:

  • è un obbligo indelegabile del Datore di Lavoro

  • sul modulo di tale nomina è necessario apporre la c.d. data certa

 Corsi di Formazione per l’RSPP non Datore di Lavoro

 Quesito:

Quale è la scadenza per il completamento dei moduli A, B e C necessari per svolgere le funzioni di RSPP di un’azienda non essendone il Datore di Lavoro?

 Risposta:

Non ci sono, al momento, scadenze per completare il percorso formativo sia per ASPP, sia per RSPP. Si precisa però che in assenza di tale percorso formativo completo i suddetti ruoli non possono essere svolti.

In particolare per il ruolo di RSPP la frequentazione del modulo C costituisce l’elemento differenziatore con quello di ASPP, per il quale sono necessari e sufficienti i moduli A e B.

Nel caso in cui la nomina di RSPP fosse stata effettuata prima del completamento di tali percorsi formativi sarà necessario ultimarli il prima possibile e successivamente rinnovare la designazione all’incarico di RSPP.

 Corsi di Aggiornamento per RSPP

 Quesito:
Quali sono gli obblighi di aggiornamento periodico per un Datore di Lavoro che svolge i compiti di RSPP e per un consulente esterno che è stato nominato RSPP secondo il D.Lgs. 81/08? Quale la periodicità e la durata dell’aggiornamento? Da quando decorre l’obbligo dell’aggiornamento?

 Risposta:
Il D.Lgs. 81/08 sancisce l’obbligo di aggiornamento per chi assume l’incarico di RSPP, sia esso Datore di Lavoro o non.

Nel primo caso, ovvero in cui il Datore di Lavoro svolga direttamente i compiti di RSPP, lo stesso Datore di Lavoro deve frequentare una formazione adeguata della durata minima di 16 ore e massima di 48 ore effettuata ai sensi dell’accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano; il decreto non è ancora stato emanato (art. 34 c.2 D.Lgs. 81/08). Fino alla pubblicazione di tale accordo resta in vigore il D.M. 16 gennaio 1997, il quale stabilisce una formazione di 16 ore e non prevede alcun aggiornamento.

Con l’emanazione dell’accordo citato verranno chiariti i contenuti, la durata e l’aggiornamento del Datore di Lavoro che assume l’incarico di RSPP.

 Nel secondo caso, ovvero in cui il ruolo di RSPP venga affidato ad una persona diversa dal Datore di Lavoro (consulente esterno o dipendente stesso dell’azienda), l’RSPP deve avere i requisiti professionali previsti dall’Articolo 32 – D.Lgs. 81/08 – Capacità e requisiti professionali degli addetti e dei responsabili dei servizi di prevenzione e protezione interni ed esterni.

In sintesi:

il RSPP deve aver frequentato apposito percorso formativo della durata variabile a seconda del codice ATECO di appartenenza della ditta dove svolge tale ruolo e comprensivo dei tre moduli A, B e C secondo quanto previsto dall’accordo sancito il 26 gennaio 2006 in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano (pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 37 del 14/02/2006).

Come stabilito nel citato accordo, L’RSPP è poi tenuto a frequentare corsi di aggiornamento quinquennali. Tali corsi (frequentabili anche con modalità di formazione a distanza) “dovranno comunque far riferimento ai contenuti dei moduli del rispettivo percorso formativo, con particolare riguardo: a) al settore produttivo di riferimento; b) alle novità normative nel frattempo eventualmente intervenute in materia; c) alle innovazioni nel campo delle misure di prevenzione”.

 La durata di detti corsi è di:

  • 60 ore ogni 5 anni per gli RSPP di attività ATECO 3-4-5-7;

  • 40 ore ogni 5 anni per gli RSPP di attività ATECO 1-2-6-8-9.

In entrambi i casi citati la decorrenza dell’obbligo di aggiornamento va calcolata dal termine del precedente corso di formazione.

 Datore di lavoro delegato e RSPP diretto

 Quesito:
Può l’amministratore delegato di una società svolgere anche la funzione di RSPP se ha le capacità/requisiti e rientrando nei casi previsti all’Allegato 2 del D.Lgs. 81/08?

 Risposta:
L’articolo 34 del D.Lgs. n. 81/2008 consente, nei casi previsti dall’allegato II del medesimo decreto, lo svolgimento diretto da parte del Datore di Lavoro anche dei compiti di RSPP. Se quindi l’amministratore delegato ricopre anche l’incarico di Datore di Lavoro, può svolgere i compiti di RSPP previa formazione specifica.

 Identificazione del Datore di Lavoro nelle pubbliche amministrazioni

 Quesito:

In quale figura è identificato il Datore di Lavoro nelle pubbliche amministrazioni dove non esiste il dirigente?

 Risposta:

nella definizione di Datore di Lavoro nelle pubbliche amministrazioni presente all’articolo 2 comma 1 lettera b) “si intende il dirigente al quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale, nei soli casi in cui quest’ultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomia gestionale, individuato dall’organo di vertice delle singole amministrazioni tenendo conto dell’ubicazione e dell’ambito funzionale degli uffici nei quali viene svolta l’attività, e dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa. In caso di omessa individuazione, o di individuazione non conforme ai criteri sopra indicati, il datore di lavoro coincide con l’organo di vertice medesimo”.

Qualora non esista la figura del dirigente o essa non sia ben identificabile, nei comuni, soprattutto se piccoli, il Datore di Lavoro viene identificato per Giurisprudenza ormai consolidata, con la figura del Sindaco.

 Comunicazione RLS all’INAIL

 Quesito:

In merito alla comunicazione all’INAIL del RLS quale è la modalità di effettuazione di tale comunicazione? È necessario inviare anche l’attestato di partecipazione al corso del RLS?

E nel caso in cui i lavoratori decidano di non avvalersi di tale diritto, cosa deve fare il Datore di Lavoro?

 Risposta:

La nomina del Rappresentate dei Lavoratori per la Sicurezza è un diritto dei lavoratori stessi, che avviene secondo le modalità descritte all’articolo 47 del D.Lgs. 81/08 riportate di seguito:

3. Nelle aziende o unità produttive che occupano fino a 15 lavoratori il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è di norma eletto direttamente dai lavoratori al loro interno oppure è individuato per più aziende nell’ambito territoriale o del comparto produttivo secondo quanto previsto dall’articolo 48 del D.Lgs. 81/08”.

4. Nelle aziende o unità produttive con più di 15 lavoratori il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è eletto o designato dai lavoratori nell’ambito delle rappresentanze sindacali in azienda. In assenza di tali rappresentanze, il rappresentante è eletto dai lavoratori della azienda al loro interno.”

6. L’elezione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza aziendali, territoriali o di comparto, salvo diverse determinazioni in sede di contrattazione collettiva, avviene di norma in corrispondenza della giornata nazionale per la salute e sicurezza sul lavoro, individuata, nell’ambito della settimana europea per la salute e sicurezza sul lavoro, con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali di concerto con il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, sentite le confederazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale”.

 Il D.Lgs. 81/08 ha inoltre introdotto con l’art. 18 comma 1, lettera aa) l’obbligo della comunicazione telematica all’INAIL dei nominativi degli RLS di nuova elezione o già eletti/designati. La comunicazione deve essere effettuata esclusivamente per via telematica e viene fatta attraverso il proprio consulente del lavoro con procedura on-line accessibile dal sito www.inail.it. Non risulta necessario trasmettere l’attestato di partecipazione al corso di formazione o il verbale di elezione.

 Nelle Aziende ove non si è provveduto all’elezione del RLS, l’azienda si dovrà avvalere del RLST ed il Datore di Lavoro non dovrà fare alcuna comunicazione in merito (nota INAIL del 7 Aprile 2009 e comunicato congiunto INAIL, Cna, Pmi, Claai del 2 Aprile 2009). Sarà cura dell’organismo paritetico o del Fondo di cui all’articolo 52 comunicare alle aziende sprovviste di RLS interno, il nominativo del rappresentante della sicurezza territoriale.

Si ritiene comunque buona prassi che il Datore di Lavoro conservi il verbale di “non nomina” firmato dai lavoratori.

 Nomina del RLS in aziende con organico variabile

 Quesito:

Una ditta edile con un proprio organico fisso ed uno variabile (lavoratori a tempo determinato) in funzione dei diversi cantieri mobili deve far eleggere il proprio RLS ad ogni nuova assunzione?

 Risposta:

No, nelle aziende che hanno organico variabile a seconda delle proprie esigenze, è sufficiente informare i lavoratori neo-assunti, anche a tempo determinato, del nominativo del RLS e delle modalità da utilizzare per contattarlo, qualora ne avessero necessità o per fornirgli suggerimenti e osservazioni.

 Enti erogatori della formazione del RLS

 Quesito:

Il Datore di Lavoro di un’azienda che ha nominato il proprio RLS a chi si deve rivolgere per formare, secondo quanto stabilito dal D.Lgs. 81/08, il RLS?

 Risposta:

Per quanto riguarda la formazione del RLS, il D.Lgs. 81 stabilisce, all’articolo 37 c.11 che “le modalità, la durata e i contenuti specifici della formazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza sono stabiliti in sede di contrattazione collettiva nazionale, nel rispetto dei seguenti contenuti minimi: a) principi giuridici comunitari e nazionali; b) legislazione generale e speciale in materia di salute e sicurezza sul lavoro; c) principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi; d) definizione e individuazione dei fattori di rischio; e) valutazione dei rischi; f) individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione; g) aspetti normativi dell’attività di rappresentanza dei lavoratori; h) nozioni di tecnica della comunicazione. La durata minima dei corsi è di 32 ore iniziali, di cui 12 sui rischi specifici presenti in azienda e le conseguenti misure di prevenzione e protezione adottate, con verifica di apprendimento. La contrattazione collettiva nazionale disciplina le modalità dell’obbligo di aggiornamento periodico, la cui durata non può essere inferiore a 4 ore annue per le imprese che occupano dai 15 ai 50 lavoratori e a 8 ore annue per le imprese che occupano più di 50 lavoratori”.

 La formazione dei RLS deve avvenire in collaborazione con gli organismi paritetici, ove presenti nel settore e nel territorio in cui si svolge l’attività del datore di lavoro, durante l’orario di lavoro e non può comportare oneri economici a carico dei lavoratori.

 Il contenuto della formazione deve essere facilmente comprensibile per i lavoratori e deve consentire loro di acquisire le conoscenze e competenze necessarie in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Ove la formazione riguardi lavoratori immigrati, essa avviene previa verifica della comprensione e conoscenza della lingua veicolare utilizzata nel percorso formativo.

 Il Datore di Lavoro può quindi rivolgersi agli organismi paritetici, ma può far erogare suddetta formazione anche consultando, ad esempio, le proprie associazioni di categoria o enti di formazione.

 RLS unico per più unità produttive

 Quesito:

Può la stessa persona, dipendente di una specifica ditta, svolgere il ruolo di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ai sensi del D.Lgs. 81/08 per due o più unità produttive appartenenti ad un unico gruppo aziendale?

 Risposta:

Come precisato nell’articolo 47, comma 2 del D.Lgs. 81/2008 l’elezione o la designazione del RLS non è un obbligo dell’azienda ma un diritto dei lavoratori. Nello stesso articolo si afferma che tale diritto è da applicarsi in tutte le aziende o unità produttive.

Pertanto i lavoratori di ogni unità produttiva, seppur appartenente allo stesso gruppo aziendale, possono eleggere o designare il/i RLS secondo le modalità previste dal C.c.n.l. dove sono anche definiti i tempi di lavoro retribuito da dedicare all’attività e le modalità di espletamento dell’incarico.

Nel caso in cui i lavoratori di una unità produttiva decidessero di non avvalersi di questo diritto le funzioni di RLS dovranno essere espletate dai Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali – RLST.

Quindi, nel caso specifico, lo stesso lavoratore non può svolgere la funzione di RLS per più unità produttive, ma i lavoratori devono eleggere/designare il proprio RLS nella singola unità produttiva o avvalersi dei RLST nei modi e nei termini previsti dall’articolo 48 del D.Lgs. 81/08.

 Obblighi di formazione delle imprese familiari

 Quesito:
Quali sono gli obblighi formativi relativi alle imprese familiari (art.
21 D.Lgs. 81/08)? È obbligatoria la nomina e la relativa formazione dell’addetto al primo soccorso e alla prevenzione incendi? È obbligatoria la nomina del RSPP e la sua formazione?

Risposta:
Quanto agli obblighi formativi l’articolo
21 del D.Lgs. n. 81/2008 lascia, effettivamente, la “facoltà” ai componenti dell’impresa familiare di “partecipare ai corsi di formazione specifici in materia di salute e sicurezza sul lavoro secondo le previsioni di cui all’articolo 37, fermi restando gli obblighi previsti da norme speciali“.

Ciò non significa che la designazione e la formazione delle figure di: addetto al primo soccorso, addetto alla prevenzione incendi e RSPP siano facoltative.

 Autocertificazione della Valutazione dei Rischi e data certa

 Quesito:
Le imprese che occupano fino a 10 lavoratori possono autocertificare la valutazione dei rischi. È obbligatoria l’apposizione della data certa su tale autocertificazione?

 Risposta:

Le aziende occupanti fino a 10 lavoratori possono ancora (come era previsto nel D.Lgs. 626/94) autocertificare la valutazione dei rischi; tale possibilità è in vigore fino alla scadenza del 18° mese di entrata in vigore del decreto dei Ministeri del lavoro, della salute e delle politiche sociali e dell’interno acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e province autonome di Trento e di Bolzano e, comunque, non oltre il 30/06/2012.

Come precisato all’art. 31 comma 6 lettera a), b) c) d) e g) del D.Lgs. 81/08, sono escluse da tale possibilità:

  • le aziende industriali a rischio di incidente rilevante;

  • le centrali termoelettriche;

  • gli impianti ed installazioni di particolari impianti nucleari, impiego di categoria A, installazioni di deposito o smaltimento di rifiuti radioattivi;

  • le aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni;

  • le strutture di ricovero e cura pubbliche e private con oltre 50 lavoratori;

 Essendo l’autocertificazione una possibilità, seppur in via di scomparsa, al Documento di Valutazione dei Rischi ed essendo d’obbligo su tale documento l’apposizione della data certa (art. 28 comma 2), a parere dello scrivente anche sull’autocertificazione deve esserci la data certa.

 Impossibilità di effettuare l’Autocertificazione per rischi specifici

 Quesito:

Un’azienda che ha meno di 10 lavoratori ma è esposta a rischi particolari quali, ad esempio, il rischio chimico, può comunque avvalersi dell’autocertificazione?

 Risposta:

Se un’azienda occupa fino a dieci lavoratori, il Datore di Lavoro può autocertificare la valutazione dei rischi. Ciò sarà possibile soltanto fino all’emanazione di un decreto ministeriale in cui verranno definite le procedure standardizzate per effettuare la valutazione dei rischi e comunque non oltre il 30/06/2012. Scaduto tale termine non sarà più possibile l’autocertificazione per nessuna azienda.

Oltre a tale limite temporale, sono escluse da tale possibilità le aziende indicate all’art. 31 comma 6 lettera a), b) c) d) e g) del D.Lgs. 81/08.

Si precisa inoltre, che la possibilità dell’autocertificazione, in sostituzione del documento di valutazione dei rischi, non significa totale assenza di documentazione. È infatti necessario, che tutta la documentazione sulla base della quale è stata effettuata la valutazione dei rischi così autocertificata, così come le misure di prevenzione e protezione da adottare, devono essere conservate in azienda, a disposizione degli organo di controllo.

 È anche importante sottolineare che l’autocertificazione non tutela l’impresa, se non in modo formale, in particolare in situazioni di eventi negativi quali infortuni, contenziosi con i dipendenti per malattieprofessionali, contenziosi con la vigilanza ecc. Inoltre, di fronte a rischi particolari quali rischio chimico e cancerogeno, rischio biologico, rischio da atmosfere esplosive, rischio di esposizione all’amianto, rischio di esposizione a rumore, vibrazioni, la Valutazione dei rischi è sempre obbligatoria.

 Obbligatorietà del DVR e DUVRI nei condomini

 Quesito:

Nel caso di un condominio di civile abitazione o con negozi ed uffici sono da formalizzare le procedure di sicurezza per i lavori in appalto quali ad esempio interventi dell’elettricista, manutenzione caldaie, ecc? È obbligatoria la redazione del DVR?

 Risposta:
Nel caso in cui il condominio commissioni lavori edili o di ingegneria civile rientranti nell’allegato X del D.Lgs. 81/08 ricade nell’ambito di applicazione del Titolo IV – Cantieri temporanei o mobili dello stesso decreto e diventa un committente. In tal caso il committente che viene identificato con l’amministratore di condominio deve attenersi agli obblighi indicati all’articolo 90 del D.Lgs. 81/08.

 Nel caso in cui i lavori appaltati non siano di natura edile o di ingegneria civile e che quindi non si applichino le disposizioni destinate ai cantieri temporanei o mobili, bisogna stabilire se risulta applicabile quanto disposto all’art. 26 del D.Lgs. 81/08. Tale articolo sancisce gli obblighi connessi ai contratti di appalto o d’opera o di somministrazione, applicabili ai committenti datori di lavoro che ricevono altri datori di lavoro nell’ambito della propria azienda o di una singola unità produttiva della stessa nonché nell’ambito dell’intero ciclo produttivo dell’azienda medesima. Quindi, solo se l’amministratore assume la veste di datore di lavoro, questi è tenuto al rispetto di tutti gli obblighi contenuti nell’art. 26 tra cui la redazione del DUVRI, che dovrà allegare al contratto di appalto con la ditta appaltatrice e nel quale dovranno essere individuati i rischi interferenziali presenti e le conseguenti misure di sicurezza da adottare.

Tale situazione, ovvero l’amministratore che diventa Datore di Lavoro, si verifica nel caso in cui il condominio abbia dei lavoratori alle proprie dirette dipendenze per lo svolgimento di determinati servizi quali: portierato, pulizia, manutenzione impianti, giardinaggio, ecc.

 Tuttavia, considerando che l’obiettivo dell’intera normativa è la tutela della salute e della sicurezza dei “lavoratori” durante il “lavoro in tutti i settori di attività” privati o pubblici, un condominio, pur non essendo soggetto agli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/08 (qualora il condominio stesso non abbia dei lavoratori dipendenti) l’amministratore di condominio è tenuto comunque a tutelare i lavoratori delle ditte appaltatrici.

 18. Differenza tra DUVRI e PSC

 Quesito:

Quando si deve usare il DUVRI e quando il PSC?

 Risposta:

Se si verifica una delle condizioni previste nell’allegato X del D.Lgs. 81/08, ovvero:

1. “lavori di costruzione, manutenzione, riparazione, demolizione, conservazione, risanamento, ristrutturazione o equipaggiamento, la trasformazione, il rinnovamento o lo smantellamento di opere fisse, permanenti o temporanee, in muratura, in cemento armato, in metallo, in legno o in altri materiali, comprese le parti strutturali delle linee elettriche e le parti strutturali degli impianti elettrici, le opere stradali, ferroviarie, idrauliche, marittime, idroelettriche e, solo per la parte che comporta lavori edili o di ingegneria civile, le opere di bonifica, di sistemazione forestale e di sterro”;

2. “scavi, ed il montaggio e lo smontaggio di elementi prefabbricati utilizzati per la realizzazione di lavori edili o di ingegneria civile”

va applicato quanto previsto al Titolo IV del D.Lgs. 81 /08: ossia la redazione di PSC e POS.

In tutti gli altri casi in cui si verifichino interferenze, si applica quanto esposto all’art 26 del medesimo decreto e quindi la redazione del DUVRI.

 Il POS e la data certa

Quesito:

La redazione del POS, ai sensi del Titolo IV del D.Lgs. 81, deve essere fatta esclusivamente dal datore di lavoro o può essere delegata? Deve avere data certa?

 Risposta:

 II piano operativo di sicurezza – POS è “il documento che il Datore di Lavoro dell’impresa esecutrice redige, in riferimento al singolo cantiere interessato, ai sensi dell’articolo 17 comma 1, lettera a), i cui contenuti sono riportati nell’Allegato XV”, come disposto all’articolo 89 comma 1 lettera h).

La redazione del POS deve rispondere pertanto ai criteri dell’art. 17 il quale indica, fra gli obblighi non delegabili del Datore di Lavoro, la valutazione dei rischi e la conseguente elaborazione del documento ai sensi dell’articolo 28. Il POS rientra di conseguenza tra gli obblighi non delegabili del Datore di Lavoro ed in quanto documento di valutazione dei rischi deve avere data certa.

Ciò non significa che il Datore di Lavoro non possa avvalersi, per la sua redazione, di personale competente; in ogni caso comunque la responsabilità rimane a suo carico.

 Controlli sostanze psicotrope

 Quesito:
Gli addetti alla conduzione di carrelli elevatori sono soggetti ai controlli delle sostanze psicotrope? Se si, cosa deve fare il Datore di Lavoro?

 Risposta:
La sorveglianza sanitaria è effettuata dal medico competente nel rispetto di quanto indicato all
‘articolo 41 del D.Lgs. 81/08 e comprende:

  • visita medica preventiva per valutare l’idoneità del lavoratore alla mansione specifica;

  • visita medica periodica per controllare lo stato di salute del lavoratore ed esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica;

  • visita medica su richiesta del lavoratore, qualora sia ritenuta dal medico competente correlata ai rischi professionali o alle sue condizioni di salute;

  • visita medica in occasione del cambio della mansione;

  • visita medica alla cessazione del rapporto di lavoro nei casi previsti;

  • visita medica precedente alla ripresa del lavoro, a seguito di assenza per motivi di salute di durata superiore ai sessanta giorni continuativi.

 Come espresso al comma 4 dell’articolo 41, tali visite sono a cura e spese del Datore di Lavoro, comprendono gli esami clinici e biologici e indagini diagnostiche mirati al rischio ritenuti necessari dal medico competente. Nei casi ed alle condizioni previste dall’ordinamento, le visite sono altresì finalizzate alla verifica di assenza di condizioni di alcol-dipendenza e di assunzione di sostanze psicotrope e stupefacenti.

All’allegato I del provvedimento 30/10/07 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 266 del 15/11/2007) viene fornito un elenco (comunque non esaustivo) di mansioni lavorative per le quali è obbligatoria la visita preventiva finalizzata all’accertamento di un eventuale uso di sostanze stupefacenti. Tra questi vanno annoverati gli addetti alla guida di macchine di movimentazione merci tra i quali rientrano gli addetti alla conduzione di carrelli elevatori.

Il datore di lavoro deve preventivamente comunicare al medico competente l’esistenza di tali mansioni a rischio ed i nominativi dei lavoratori che le svolgono.

D.Lgs 81/08 in pillole: la documentazione

La documentazione da allegare al Documento di Valutazione dei Rischi o alla Autocertificazione, rappresenta parte fondamentale nel processo di valutazione. Il seguente elenco (certamente non esaustivo e da adattare a seconda della tipologia di azienda), rappresenta un riassunto dei principali documenti e certificazioni tecniche da predisporre.

IMPIANTI ELETTRICI, TERMICI E DI CONDIZIONAMENTO

Dichiarazione di Conformità impianto elettrico e relativi schemi o progetto; (se necessari)

Dichiarazione di Conformità impianto termico, termoidraulico, di adduzione del gas di condizionamento e relativi schemi o progetto (se necessari)

Denuncia degli impianti di messa a terra

Calcolo probabilità di fulminazione

Verifica periodica impianti di messa a terra e dei dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche

Gruppi elettrogeni (sussidiari) – motori e comandi

Centrale Termica > 35 kW/ 30.000 Kcal.: Libretto di Centrale e controlli periodici

Centrale Termica > 35 kW/ 30.000 Kcal.: Denuncia messa in esercizio

Centrale Termica < 35 kW/ 30.000 Kcal: Verbale prima accensione + Libretto di Centrale e controlli periodici

Centrale Termica < 35 kW/ 30.000 Kcal: Verbale prima accensione + Libretto di Centrale e controlli periodici

Patente di abilitazione addetto alla conduzione di centrale termica con potenzialità > 200.000 Kcal/hMACCHINE ED ATTREZZATURE DI LAVORO
Elenco macchine, impianti, utensili ed attrezzature di lavoro, automezzi, ecc.

Dichiarazione di conformità dei macchinari con relativa marcatura CE e manuale di istruzioni uso e manutenzione in lingua italiana

Denuncia di installazione all’ISPESL e prima verifica di gru e apparecchi di sollevamento motorizzati di portata superiore a 200 Kg.

Verifica di gru e apparecchi di sollevamento motorizzati di portata superiore a 200 Kg.

Registro controlli periodici di funi e catene di impianti di sollevamento e trazione

Verbale di Collaudo / esame finale di ascensori e montacarichi in servizio privato

Dichiarazione di conformità rilasciata dalla ditta installatrice

Comunicazione della messa in esercizio (Comune di appartenenza) di ascensori e montacarichi in servizio privato

Libretto delle verifiche periodiche e straordinarie e delle manutenzioni di ascensori e montacarichi in servizio privato

Denuncia all’ISPESL per la messa in esercizio e richiesta di sopralluogo per omologazione di apparecchi e impianti a pressione

Apparecchi a pressione e valvole di sicurezza soggetti a controllo interno

Apparecchi a pressione e valvole di sicurezza soggetti a Enti di controllo esterno

Copia dell’autorizzazione ministeriale, relazione tecnica e disegno esecutivo del ponteggio

Progetto per opere provvisionali > 20 m e difformi dagli schemi tipo dell’autorizzazione ministerialePREVENZIONE INCENDI
Certificato di Prevenzione Incendi – C.P.I.

Dichiarazione di conformità al prototipo di tipo approvato per ciascun estintore

Valutazione del Rischio Incendio

Registro antincendio/ Documentazione inerente le verifiche semestrali degli estintori e annuali di naspi, idranti, ecc.

Piano di emergenza

Verbali di esecuzione delle prove di evacuazione

Contratto per la manutenzione degli estintori e delle attrezzature antincendioDOCUMENTAZIONE RELATIVA AGLI AMBIENTI DI LAVORO
Agibilità dell’edificio / collaudo statico

Notifica di nuovo insediamento produttivo o di modifiche sostanziali

Autorizzazione uso locali sotterranei

Planimetria dello stabile e lay-out delle attrezzature / macchine / impianti

Relazione di indagine MicroclimaticaGESTIONE DELLA SICUREZZA
Certificato di iscrizione CCIAA o certificato di attribuzione P.IVA

Documento di Valutazione dei rischi o autocertificazione dell’eseguita valutazione dei Rischi

Verbali delle riunioni periodiche del Servizio di Prevenzione e Protezione (per aziende che occupano più di 15 addetti)

Registro degli Infortuni

Certificazione di idoneità al lavoro di minori

Elenco degli artigiani che lavorano in appalto

Organigramma Aziendale ed elenco dipendenti con descrizione delle relative mansioni all’interno dell’azienda

Comunicazione di appartenenza della Ditta al Gruppo A

Nomina Medico competente

Copia della relazione sanitaria annuale dei dipendenti (visite mediche) e protocollo sanitario

Valutazione del rischio di esplosione

valutazione del rischio rumore e da vibrazioni meccaniche

Rapporto di valutazione dell’esposizione ad amianto

Elenco di sostanze e/o prodotti chimici in uso e relative schede di sicurezza

Valutazione del Rischio chimico

Valutazione del Rischio da Movimentazione manuale dei Carichi e sovraccarico biomeccanico arti superiori (movimenti ripetitivi)

Valutazione del Rischio esposizione campi elettromagnetici

Indagini ambientali inquinamento luoghi di lavoroORGANIZZAZIONE DELLA SICUREZZA, INFORMAZIONE E FORMAZIONE DEI LAVORATORI
Nomina del Responsabile Servizio di Prevenzione e Protezione (R.S.P.P.) e Attestato di partecipazione al corso di formazione del RSPP

Deleghe del Datore di Lavoro in materia di igiene e sicurezza

Nomina del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (R.L.S.) e Attestato di partecipazione al corso di formazione del R.L.S.

Documentazione di avvenuta consegna dei Dispositivi di Protezione Individuale (D.P.I.)

Valutazione del Rischio delle Lavoratrici Madri

Nomina dei lavoratori addetti al Primo Soccorso aziendale e copia dell’attestato di partecipazione al corso di formazione

Nomina dei lavoratori addetti alla Prevenzione Incendi e copia dell’attestato di partecipazione al corso di formazione
Documentazione dell’avvenuta Informazione, Formazione e Addestramento del personale sui rischi specifici della mansione
Attestati comprovanti la formazione teorico-pratica dei lavoratori addetti all’uso di carrelli elevatori, carroponte, macchine e attrezzature, ecc.

D.Lgs 81/08 in pillole: riassunto dei principali obblighi

 

ADEMPIMENTO/OBBLIGO

TIPOLOGIA DI AZIENDA

DOCUMENTO DI RIFERIMENTO

SCADENZA/ PERIODICITÀ

SOGGETTI COINVOLTI

SANZIONI

valutazione di tutti i rischi

tutte le attività <10 addetti

Documento di Valutazione dei Rischi o Autocertificazione (possibile fino al 30/12/12) ATTENZIONE: autocertificazione non significa NON FARE NIENTE Impresa esistente: dal 01/01/1997Nuova impresa: valutazione dei rischi immediata, elaborazione documento entro 90 giorni da data di inizio attività. Datore di lavoroin collaborazione con

RSPP

Medico Competente

 

previa consultazione

RLS

Art. 17, co. 1, lett. a): - ammenda da 2.000 a 4.000 euro se adotta il documento di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a), in assenza degli elementi di cui all’articolo28, comma 2, lettere b), c) o d), o senza le modalità di cui all’articolo 29, commi 2 e 3 [Art. 55, co. 3]

 

- ammenda da 1.000 a 2.000 euro se adotta il documento di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a), in assenza degli elementi di cui all’articolo

28, comma 2, lettere a), primo periodo, ed f)[Art. 55, co. 4]

valutazione di tutti i rischi

tutte le attività >10 addetti e quelle con rischi particolari (industrie a rischio di incidente rilevante, centrali termoelettriche, impianti ed installazioni di particolari impianti nucleari, aziende per la fabbricazione di esplosivi, polveri e munizioni, strutture di ricovero e cura >50 lavoratori) Documento di Valutazione dei Rischi Impresa esistente: dal 01/01/1997Nuova impresa: valutazione dei rischi immediata, elaborazione documento entro 90 giorni da data di inizio attività.

 

Stress lavoro –correlato dal 01/08/2010

Datore di lavoroin collaborazione con

RSPP

Medico Competente

 

previa consultazione

RLS

Art. 17, co. 1, lett. a): - ammenda da 2.000 a 4.000 euro se adotta il documento di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a), in assenza degli elementi di cui all’articolo28, comma 2, lettere b), c) o d), o senza le modalità di cui all’articolo 29, commi 2 e 3 [Art. 55, co. 3]

 

- ammenda da 1.000 a 2.000 euro se adotta il documento di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a), in assenza degli elementi di cui all’articolo

28, comma 2, lettere a), primo periodo, ed f)[Art. 55, co. 4]

Aggiornamento valutazione dei rischi per:

tutte le attività

Documento di Valutazione dei Rischi aggiornato Entro 30 giorniin alternativa: periodicità annuale Datore di lavoroin collaborazione con

RSPP

Medico Competente

 

previa consultazione

RLS

 

Art. 29, co. 2 e 3: ammenda da 2.000 a 4.000 euro se adotta il documento di cui all’Art. 17, co. 1, lett. a) senza le modalità dei predetti commi [Art.55 co3]

ADEMPIMENTO/OBBLIGO

TIPOLOGIA DI AZIENDA

DOCUMENTO DI RIFERIMENTO

SCADENZA/ PERIODICITÀ

SOGGETTI COINVOLTI

SANZIONI

nomina RSPP

tutte le attività

Non è più necessario spedire la nomina ma una designazione formale deve essere fatta (ed è meglio che anch’essa abbia data certa). Obbligatorio dal 01/01/97.(entro 3 mesi per le nuove aziende)  Datore di Lavoro Art. 17, co. 1, lett. b): arresto da tre a sei mesi o ammenda da € 2.500 a € 6.400 [Art. 55, co. 1 lett. b)]

Formazione del RSPP

tutte le attività

Attestato di partecipazione ad adeguato corso di formazione Obbligatorio dal 01/01/97 Datore di Lavoro Art. 34, co. 2: arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro [Art. 55, co. 2 lett. b)]
nomina del Medico Competente nei casi ove è prevista l’effettuazione della sorveglianza sanitaria

designazione formale

All’atto dell’assunzione

Datore di Lavoro Art. 18 c 1.a – arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 1.500 a 6.000 art. 55 c.1d
Sorveglianza sanitaria nei casi ove è prevista l’effettuazione della sorveglianza sanitaria Protocollo sanitario, risultati accertamenti sanitari entro le scadenze previste dal programma di sorveglianza sanitaria Medico Competentelavoratori

Art. 18 c 1.g Ammenda da 2.000 a 4.000 euro

Art. 20 co. 2 lett. i arresto fino a 1 mese o ammenda da 200 a 600 euro

 

Designazione Addetti alla Prevenzione Incendi e Primo Soccorso

tutte le attività

designazione formale del lavoratore addetto

immediata

Datore di Lavoro

Formazione Addetti alla Prevenzione Incendi e Primo Soccorso

tutte le attività

Attestato partecipazione ad adeguato corso di formazione

Immediata e poi aggiornamento triennale

Datore di Lavoro Art. 37, co. 9: arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.200 a 5.200 euro [Art. 55, co. 5, lett. c)]

Nomina RLS

tutte le attività

Verbale di nomina

lavoratori
comunicazione all’INAIL del nominativo del RLS Attività dove lavoratori hanno nominato RLS Attestazione comunicazione online del nominativo all’INAIL.Se il RLS non è stato nominato non è necessario fare alcuna comunicazione dal 16 maggio 2009 Datore di lavoro Art. 18 c 1.aa – Sanzione amm.va pecuniaria da 50 a 300 €.
Formazione RLS Attività dove lavoratori hanno nominato RLS

Attestato partecipazione corso della durata di 32 ore.

Immediata dopo nomina

Datore di lavoroRLS Art. 37, co. 10: arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.200 a 5.200 euro [Art. 55, co. 5, lett. c)]

ADEMPIMENTO/OBBLIGO

TIPOLOGIA DI AZIENDA

DOCUMENTO DI RIFERIMENTO

SCADENZA/ PERIODICITÀ

SOGGETTI COINVOLTI

SANZIONI

Piano di emergenza Aziende con più di 10 addetti o soggette a CPI (indipendentemente dal n° di addetti)

Piano di emergenza

Immediata e poi in seguito a:

  • modifiche ambienti di lavoro

  • variazione del personale

 

In ogni caso verifica annuale

Datore di lavoro
Certificato di Prevenzione Incendi – CPI Attività che rientrano nell’elenco di cui al DM 16/02/1982

Certificato di Prevenzione Incendi – CPI

Secondo la tipologia di attività

Datore di lavoro

informazione, formazione e addestramento dei lavoratori

tutte le attività

Verbale avvenuta formazione Secondo la tipologia di attività e la tipologia di rischi Datore di lavorolavoratori arresto da 4 a 8 mesi o ammenda da €. 2.000 a €. 4.000
DUVRI

Attività con presenza di interferenze

DUVRI

in caso di affidamento di lavori all’impresa appaltatrice o a lavoratori autonomi all’interno della propria azienda.

Datore di lavoro Art. 26 co. 3 arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.500 a 6.000 euro [Art. 55, co. 5, lett. d)]

 

 

 

D.Lgs 81/08 in pillole: valutazione dei rischi

Il legislatore ha scelto di dedicare una specifica Sezione (la II) nell’ambito del Titolo I alla regolamentazione della valutazione dei rischi. Ciò sta a dimostrare l’assoluta centralità di tale adempimento per garantire l’effettività della tutela in ogni ambiente di lavoro.

La Valutazione dei Rischi è una “Valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell’ambito dell’organizzazione in cui essi prestano la propria attività, finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza” (Art. 2 c.1 lett. q D.Lgs. 81/08).

Il Documento di Valutazione dei Rischi, obbligo indelegabile del Datore di Lavoro (art. 17 c.1 – D.Lgs. 81/08), è un documento dinamico, che segue l’organizzazione e l’implementazione della sicurezza. Deve essere periodicamente aggiornato, integrato, modificato.

Al fine di una corretta valutazione è necessaria la collaborazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e del Medico Competente e deve essere consultato il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza

In caso di una nuova impresa, il datore di lavoro è tenuto ad effettuare immediatamente la valutazione dei rischi, elaborando il relativo documento entro novanta giorni dalla data di inizio dell’attività.

Viene quindi dato un tempo entro il quale elaborare il Documento, ma viene affermato il principio secondo il quale la Valutazione va fatta in via preliminare, cioè prima di adibire i lavoratori ad una determinata mansione.

La valutazione dei rischi deve essere immediatamente rielaborata (nel termine di 30 gg.):

  • in occasione di modifiche del processo produttivo o della organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e sicurezza dei lavoratori,

  • in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione o della protezione

  • a seguito di infortuni significativi

  • quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità.

Il documento deve essere custodito presso l’unità produttiva alla quale si riferisce la valutazione dei rischi.

I contenuti minimi. Il DVR deve contenere:

a) una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l’attività lavorativa, nella quale siano specificati i criteri adottati per la valutazione stessa. Non vi è un modello universalmente riconosciuto. La scelta dei criteri di redazione è rimessa al datore di lavoro, “che vi provvede con criteri di semplicità, brevità e comprensibilità, in modo da garantirne la completezza e l’idoneità quale strumento operativo di pianificazione degli interventi aziendali e di prevenzione”;

b) l’indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei Dispositivi di Protezione Individuali adottati, a seguito della valutazione;

c) il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza;

d) l’individuazione delle procedure per l’attuazione delle misure da realizzare, nonché dei ruoli dell’organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri;

e) l’indicazione del nominativo del RSPP, del RLS o di quello territoriale e del Medico Competente che ha partecipato alla valutazione del rischio;

f) l’individuazione delle mansioni che espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento (es. addetti uso carrelli elevatori).

LA DATA CERTA- Art. 16 comma 1 lett. a, art. 28 comma 2 – D.Lgs. 81/08

L’intenzione del legislatore è principalmente quella di eliminare dai cassetti i “DVR storici”, ossia quelle carte polverose lasciate nel cassetto per anni, convinti di “aver fatto la 626”. Da qui l’obbligo della data certa, intendendo per essa l’obbligo di documentare nel tempo l’evoluzione del sistema prevenzionistico aziendale.

I principali strumenti idonei ad assegnare al documento una data certa sono:

  • Ricorso alla c.d. “autoprestazione” presso uffici postali prevista dall’art. 8 del D.Lgs. 22 luglio 1999, n. 261, con apposizione del timbro direttamente sul documento avente corpo unico, anziché sull’involucro che lo contiene;

  • per le amministrazioni pubbliche, adozione di un atto deliberativo di cui sia certa la data in base alla disciplina della formazione, numerazione e pubblicazione dell’atto;

  • Apposizione della c.d. marca temporale sui documenti informatici (art. 15, comma 2, legge 15 marzo 1997, n. 59; DPR 10.11.97, n. 513; artt. 52 ss. D.P.C.M. 08.02.99);

  • Apposizione di autentica, deposito del documento o vidimazione di un verbale, in conformità alla legge notarile;

  • Registrazione o produzione del documento a norma di legge presso un ufficio pubblico.

  • Firma digitale

  • Mail certificata (PEC – Posta Elettronica Certificata)

Tra gli strumenti indicati si consiglia la Mail certificata (PEC – Posta Elettronica Certificata).

L’apposizione delle firme leggibili congiunte dei vari soggetti coinvolti dalla normativa ex art. 28 c.2 lett. e) ossia oltre al datore di lavoro, il RSPP, il RLS o il RLST, il Medico competente può essere ritenuto sufficiente ad attestare la data certa.

È Fondamentale la presenza della Valutazione dei Rischi in caso di verifica ispettiva.

AUTOCERTIFICAZIONE - Art. 29 – D.Lgs. 81/08

  • Le aziende che occupano fino a 10 lavoratori (la definizione deve tener conto della diversità rispetto al termine addetti del D.Lgs. 626/94) possono ancora AUTOCERTIFICARE l’avvenuta effettuazione della valutazione dei rischi. Ciò sarà possibile fino alla emanazione di procedure standardizzate la cui elaborazione è demandata alla Commissione consultiva permanente (30.06.2012).

  • Si ricorda che anche l’autocertificazione, così come il DVR, deve contenere tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori (così come previsto dall’art. 28 c. 1), ed avere data certa.

Tuttavia, essendo la Valutazione dei Rischi adempimento centrale nel processo di valutazione e gestione dei rischi, è consigliabile elaborare il Documento.

IL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI: UN MODELLO

Come possibile riferimento per la stesura del proprio Documento di Valutazione dei Rischi, proponiamo in allegato un modello. Il documento proposto rappresenta uno schema di massima da utilizzare come modello base per la elaborazione del proprio Documento generale di Valutazione dei Rischi.

 Il documento, in fase di utilizzo, deve essere modificato e adattato alle singole esigenze aziendali. La scrivente non si assume alcuna responsabilità circa la completezza e l’adeguatezza del Documento di Valutazione dei Rischi finale elaborato dall’utilizzatore.

D.Lgs 81/08 in pillole: la gestione e gli addetti all’emergenza

Primo Soccorso

Il datore di lavoro, tenendo conto della natura della attività e delle dimensioni dell’azienda o della unità produttiva, sentito il medico competente ove nominato, prende i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso e di assistenza medica di emergenza, tenendo conto delle altre eventuali persone presenti sui luoghi di lavoro e stabilendo i necessari rapporti con i servizi esterni, anche per il trasporto dei lavoratori infortunati.

 Le caratteristiche minime delle attrezzature di primo soccorso, i requisiti del personale addetto e la sua formazione, devono essere individuati dal Datore di Lavoro in relazione alla natura dell’attività, al numero dei lavoratori occupati ed ai fattori di rischio. Attualmente la norma di riferimento è il D.M. 15 luglio 2003, n. 388.

 Il Decreto 15 luglio 2003, prevede la suddivisione delle Aziende in tre tipologie, definite, ai sensi dell’art. 1 in:

 - GRUPPO A:

I)

  • aziende con attività industriali, soggette all’obbligo di dichiarazione o notifica, di cui all’articolo 2, del D.Lgs. 17.08.99, n. 334 (rischi di incidente rilevante);

  • centrali termoelettriche;

  • impianti e laboratori nucleari di cui agli artt. 7, 28 e 33 del D.Lgs. 17.03.95, n. 230;

  • aziende estrattive ed altre attività minerarie definite dal D.Lgs. 25.1196, n. 624;

  • lavori in sotterraneo di cui al DPR n°320 del 20/03/56;

  • aziende per la fabbricazione di esplosivi, polveri e munizioni;

II)

  • aziende o unità produttive con oltre cinque lavoratori, appartenenti o riconducibili ai gruppi tariffari INAIL con indice infortunistico di inabilità permanente superiore a 4 (quattro), quali desumibili dalle statistiche nazionali INAIL relative al triennio precedente ed aggiornate al 31 dicembre di ciascun anno;

III)

  • aziende o unità produttive con oltre cinque lavoratori a tempo indeterminato del comparto dell’agricoltura.

 - GRUPPO B:

  • aziende o unità produttive con tre o più lavoratori che non rientrano nel gruppo A.

 - GRUPPO C:

  • aziende o unità produttive con meno di tre lavoratori che non rientrano nel gruppo A.

 A seconda della categoria di appartenenza, per l’organizzazione del Primo Soccorso, sono previsti alcuni obblighi, di seguito schematizzati.

OBBLIGHI

CATEGORIA

  • Il Datore di Lavoro deve identificare, assieme al Medico Competente (ove previsto), la categoria di appartenenza della propria Azienda.

A, B e C

  • Il Datore di Lavoro deve comunicare all’unità Sanitaria Locale di competenza l’appartenenza della propria Azienda alla categoria A

A

  • Predisposizione della Cassetta di Primo Soccorso, appositamente segnalata e dotata dei contenuti minimi espressi nell’All. 1, da integrare sulla base dei rischi presenti sul luogo di lavoro e su indicazione del Medico Competente.

A e B

  • Predisposizione del pacchetto di medicazione dotato dei contenuti minimi espressi nell’All. 2, da integrare sulla base dei rischi presenti sul luogo di lavoro e su indicazione del Medico Competente.

C

  • Predisposizione di un mezzo di comunicazione idoneo ad attivare rapidamente il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale (118)

A, B e C

  • Predisposizione del pacchetto di medicazione e di un mezzo di comunicazione con l’Azienda.

A, B e C (lavoratori in esterno)

  • Corso di Pronto Soccorso con istruzione teorica e pratica della durata di 16 ore

  • Aggiornamento ogni tre anni, almeno per quanto attiene alla capacità di intervento pratico (durata 6 ore)

A

  • Corso di Pronto Soccorso con istruzione teorica e pratica della durata di 12 ore

  • Aggiornamento ogni tre anni, almeno per quanto attiene alla capacità di intervento pratico (durata 4 ore)

B e C

 Requisiti e formazione degli addetti al Primo Soccorso – Art. 3 D.M. 15.07.03, n. 388

Gli addetti al Primo Soccorso sono formati con istruzione teorica e pratica. La formazione è svolta da personale medico in collaborazione con personale infermieristico o altro personale specializzato.

La formazione dei lavoratori designati andrà ripetuta con cadenza triennale almeno per quanto attiene alla capacità di intervento pratico.

I contenuti minimi e la durata dei corsi di formazione (indicati nella tabella precedente) sono individuati agli allegati 3 e 4 del succitato decreto riportati nelle tabelle successive.

Prevenzione Incendi

Nei luoghi di lavoro devono essere adottate idonee misure per prevenire gli incendi e per tutelare l’incolumità dei lavoratori. I criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione delle emergenze nei luoghi di lavoro sono individuati dal D.M.10 marzo 1998.

Il succitato Decreto prevede l’obbligo di Valutazione del Rischio di Incendio. Sulla base della valutazione dei rischi è possibile classificare il livello di rischio di incendio dell’intero luogo di lavoro o di ogni parte di esso: tale livello può essere basso, medio o elevato.

A) Luoghi di lavoro a rischio di incendio basso

Si intendono a rischio di incendio basso i luoghi di lavoro o parte di essi, in cui sono presenti sostanze a basso tasso di infiammabilità e le condizioni locali e di esercizio offrono scarse possibilità di sviluppo di principi di incendio ed in cui, in caso di incendio, la probabilità di propagazione dello stesso è da ritenersi limitata.

 Rientrano in tale categoria di attività quelle non classificabili a medio ed elevato rischio e dove, in generale, sono presenti sostanze scarsamente infiammabili, dove le condizioni di esercizio offrono scarsa possibilità di sviluppo di focolai e ove non sussistono probabilità di propagazione delle fiamme.

La formazione dei lavoratori addetti in tali attività deve essere della durata minima di 4 ore e basata sui contenuti del corso A di cui all’allegato IX del DM 10/03/98.

 B) Luoghi di lavoro a rischio di incendio medio

Si intendono a rischio di incendio medio i luoghi di lavoro o parte di essi, in cui sono presenti sostanze infiammabili e/o condizioni locali e/o di esercizio che possono favorire lo sviluppo di incendi, ma nei quali, in caso di incendio, la probabilità di propagazione dello stesso è da ritenersi limitata. A titolo esemplificativo e non esaustivo rientrano in tale categoria di attività:

a) i luoghi di lavoro compresi nell’allegato al D.M. 16 febbraio 1982 e nelle tabelle A e B

annesse al D.P.R. n. 689 del 1959, con esclusione delle attività considerate a rischio elevato;

b) i cantieri temporanei e mobili ove si detengono ed impiegano sostanze infiammabili e si fa uso di fiamme libere, esclusi quelli interamente all’aperto.

 La formazione dei lavoratori addetti in tali attività deve essere della durata minima di 8 ore e basata sui contenuti del corso B di cui all’allegato IX del DM 10/03/98.

 C) Luoghi di lavoro a rischio di incendio elevato

Si intendono a rischio di incendio elevato i luoghi di lavoro o parte di essi, in cui per presenza di sostanze altamente infiammabili e/o per le condizioni locali e/o di esercizio sussistono notevoli probabilità di sviluppo di incendi e nella fase iniziale sussistono forti probabilità di propagazione delle fiamme, ovvero non è possibile la classificazione come luogo a rischio di incendio basso o medio. Tali luoghi comprendono:

  • aree dove i processi lavorativi comportano l’utilizzo di sostanze altamente infiammabili (p.e. impianti di verniciatura), o di fiamme libere, o la produzione di notevole calore in presenza di materiali combustibili;

  • aree dove c’è deposito o manipolazione di sostanze chimiche che possono, in determinate circostanze, produrre reazioni esotermiche, emanare gas o vapori infiammabili, o reagire con altre sostanze combustibili;

  • aree dove vengono depositate o manipolate sostanze esplosive o altamente infiammabili;

  • aree dove c’è una notevole quantità di materiali combustibili che sono facilmente incendiabili;

  • edifici interamente realizzati con strutture in legno.

 Al fine di classificare un luogo di lavoro o una parte di esso come avente rischio di incendio elevato occorre inoltre tenere presente che:

 a) molti luoghi di lavoro si classificano della stessa categoria di rischio in ogni parte. Ma una qualunque area a rischio elevato può elevare il livello di rischio dell’intero luogo di lavoro, salvo che l’area interessata sia separata dal resto del luogo attraverso elementi separanti resistenti al fuoco;

 b) una categoria di rischio elevata può essere ridotta se il processo di lavoro è gestito accuratamente e le vie di esodo sono protette contro l’incendio;

 c) nei luoghi di lavoro grandi o complessi, è possibile ridurre il livello di rischio attraverso misure di protezione attiva di tipo automatico quali impianti automatici di spegnimento, impianti automatici di rivelazione incendi o impianti di estrazione fumi. Vanno inoltre classificati come luoghi a rischio di incendio elevato quei locali ove, indipendentemente dalla presenza di sostanze infiammabili e dalla facilità di propagazione delle fiamme, l’affollamento degli ambienti, lo stato dei luoghi o le limitazioni motorie delle persone presenti, rendono difficoltosa l’evacuazione in caso di incendio.

 A titolo esemplificativo e non esaustivo si riporta un elenco di attività da considerare ad elevato rischio di incendio:

a) industrie e depositi di cui agli articoli 4 e 6 del D.P.R. n. 175 del 1988, e successive modifiche ed integrazioni;

b) fabbriche e depositi di esplosivi;

c) centrali termoelettriche;

d) impianti di estrazione di oli minerali e gas combustibili;

e) impianti e laboratori nucleari;

f) depositi al chiuso di materiali combustibili aventi superficie > a 20.000 m2;

g) attività commerciali ed espositive con superficie aperta al pubblico > a 10.000 m2;

h) scali aeroportuali, infrastrutture ferroviarie e metropolitane;

i) alberghi con oltre 200 posti letto;

l) ospedali, case di cura e case di ricovero per anziani;

m) scuole di ogni ordine e grado con oltre 1.000 persone presenti;

n) uffici con oltre 1.000 dipendenti;

o) cantieri temporanei o mobili in sotterraneo per la costruzione, manutenzione e riparazione di gallerie, caverne, pozzi ed opere simili di lunghezza superiore a 50 m;

p) cantieri temporanei o mobili ove si impiegano esplosivi.

 La formazione dei lavoratori addetti in tali attività deve essere della durata minima di 16 ore e basata sui contenuti del corso C di cui all’allegato IX del DM 10/03/98.

 Per alcune particolari tipologie di attività, indicate nell’allegato X del DM 10/03/98 (tra le altre: cantieri ove si impiegano esplosivi, locali di spettacolo e trattenimento con capienza superiore a 100 posti, scuole di ogni ordine e grado con oltre 300 persone presenti, ospedali, case di cura e case di ricovero per anziani, alberghi con oltre 100 posti letto), è previsto che i lavoratori Addetti alla Prevenzione Incendi, conseguano l’attestato di idoneità tecnica di cui all’art. 3 della Legge 28/11/96, n. 609 (l’attestato consiste in un esame scritto ed una prova pratica da sostenere presso il locale comando dei VVF).

D.Lgs 81/08 in pillole: informazione, formazione, addestramento

Informazione, Formazione e Addestramento sono fondamentali per garantire l’effettività della tutela in ogni ambiente di lavoro. In sede di Conferenza permanente Stato-Regioni saranno definiti (probabilmente nei primi mesi del 2010) durata, contenuti minimi, modalità di erogazione dei corsi di formazione di lavoratori, preposti, dirigenti e datori di lavoro.

La formazione era comunque già prevista all’art. 21 del D.Lgs. 626/94. Tra le novità degli articoli 36 e 37 del D.Lgs. 81/08:

  • il contenuto deve essere facilmente comprensibile per i lavoratori, consentendo loro di acquisire le relative conoscenze;

  • se l’in-formazione riguarda lavoratori immigrati, essa deve avvenire previa verifica della comprensione della lingua utilizzata nel percorso in-formativo.

In futuro le competenze acquisite a seguito dello svolgimento delle attività di formazione saranno registrate nel libretto formativo del cittadino di cui all’art. 2, comma 1, lettera i), del D.Lgs. 276 del 10 settembre 2003. Il contenuto del libretto formativo sarà considerato dal datore di lavoro ai fini della programmazione della formazione e di esso gli organi di vigilanza terranno conto ai fini della verifica degli obblighi previsti.

Informazione – requisiti minimi (art. 36)

Il datore di lavoro provvede affinché ciascun lavoratore riceva una adeguata informazione:

  • sui rischi per la salute e sicurezza sul lavoro connessi alla attività della impresa in generale;

  • sui rischi specifici cui è esposto in relazione all’attività svolta, le normative di sicurezza e le disposizioni aziendali in materia;

  • sui pericoli connessi all’uso delle sostanze e dei preparati pericolosi sulla base delle schede dei dati di sicurezza previste dalla normativa vigente e dalle norme di buona tecnica;

  • sulle misure e le attività di protezione e prevenzione adottate.

  • sulle procedure che riguardano il primo soccorso, la lotta antincendio, l’evacuazione dei luoghi di lavoro;

  • sui nominativi dei lavoratori addetti alla Prevenzione Incendi e Primo Soccorso;

  • sui nominativi del RSPP e degli Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione, e del Medico Competente;

 Formazione – requisiti minimi (art. 37)

Il datore di lavoro assicura che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza, con particolare riferimento a:

 a) concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti e doveri dei vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo, assistenza;

b) rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comparto di appartenenza dell’azienda.

 Addestramento – requisiti minimi

L’addestramento deve essere effettuato da persona esperta e sul luogo di lavoro.

 La formazione e, ove previsto, l’addestramento specifico devono avvenire in occasione:

 della costituzione del rapporto di lavoro o dell’inizio dell’utilizzazione qualora si tratti di somministrazione di lavoro;

  • del trasferimento o cambiamento di mansioni;

  • della introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie, di nuove sostanze e preparati pericolosi.

  • Periodicamente ripetuta in relazione all’evoluzione dei rischi o all’insorgenza di nuovi rischi

 dirigenti e i preposti

Anche i dirigenti e i preposti devono ricevere, a cura del datore di lavoro, un’adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza del lavoro. I contenuti della formazione comprendono:

  • principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi;

  • definizione e individuazione dei fattori di rischio;

  • valutazione dei rischi;

  • individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione.

 Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza – RLS

Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ha diritto ad una formazione particolare in materia di salute e sicurezza concernente i rischi specifici esistenti negli ambiti in cui esercita la propria rappresentanza, tale da assicurargli adeguate competenze sulle principali tecniche di controllo e prevenzione dei rischi stessi.

 Le modalità, la durata e i contenuti specifici della formazione del RLS sono stabiliti in sede di contrattazione collettiva nazionale, nel rispetto dei seguenti contenuti minimi:

a) principi giuridici comunitari e nazionali;

b) legislazione generale e speciale in materia di salute e sicurezza sul lavoro;

c) principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi;

d) definizione e individuazione dei fattori di rischio;

e) valutazione dei rischi;

f) individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione;

g) aspetti normativi dell’attività di rappresentanza dei lavoratori;

h) nozioni di tecnica della comunicazione.

 La durata minima dei corsi è di 32 ore iniziali, di cui 12 sui rischi specifici presenti in azienda e le conseguenti misure di prevenzione e protezione adottate, con verifica di apprendimento. L’aggiornamento periodico è annuale; la durata non può essere inferiore a 4 ore annue per le imprese che occupano dai 15 ai 50 lavoratori e a 8 ore annue per le imprese che occupano più di 50 lavoratori.

 La formazione deve avvenire durante l’orario di lavoro e non può comportare oneri economici a carico dei lavoratori.

D.Lgs 81/08 in pillole: contratti di appalto, d’opera, di somministrazione

La gestione dei soggetti che entrano all’interno della propria azienda, in caso di affidamento di lavori, servizi e forniture in appalto o lavoratori autonomi, devono essere gestiti e monitorati.

E quindi cosa fare?

È necessario innanzitutto individuare tutte le imprese o i lavoratori autonomi che vengono a prestare la propria opera, a qualsiasi titolo, all’interno dell’azienda; ad es. fornitori, manutentori di impianti (idraulico, elettricista), addetti verifiche periodiche (manutentore estintori, caldaia), addetti manutenzione macchine. Una volta individuati sarà necessario:

a) verificare l’idoneità tecnico professionale delle imprese appaltatrici o dei lavoratori autonomi in relazione ai lavori, ai servizi e fornitureda affidare in appalto o mediante contratto d’opera o di somministrazione. Sono necessari almeno:

  • certificato di iscrizione alla CCIAA,

  • Autocertificazione del possesso dei requisiti di idoneità tecnico professionale (avvenuta esecuzione valutazione dei rischi, attestazione uso attrezzature in conformità alle normative, DPI, nomina RSPP, RLS addetti Primo Soccorso Prevenzione Incendi)

  • elenco lavoratori addetti

  • Documento Unico di Regolarità Contributiva – D.U.R.C.

 b) fornire dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell’ambiente in cui sono destinati ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività.

 c) verificare la presenza di eventuali interferenze fra le attività proprie e delle imprese appaltatrici. In questo caso si evidenzia la responsabilità in carico al datore di lavoro committente di elaborare il Documento di Valutazione dei Rischi Interferenziali – DUVRI e di indicare i costi relativi alla sicurezza.

Tale documento deve essere allegato al contratto di appalto o di opera e va adeguato in funzione dell’evoluzione dei lavori, servizi e forniture.

 L’obbligo di elaborazione del DUVRI non si applica ai servizi di natura intellettuale, alle forniture di materiali o attrezzature, nonché ai lavori o servizi la cui durata non sia superiore ai due giorni, sempre che essi non comportino rischi derivanti dalla presenza di agenti cancerogeni, biologici, atmosfere esplosive o dalla presenza dei rischi particolari di cui all’allegato XI.

 Viene riconfermato il principio in forza del quale il datore di lavoro non può rispondere dei rischi propri della impresa appaltatrice o del singolo lavoratore autonomo.

 I datori di Lavoro, compresi i subappaltatori:

a) cooperano all’attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi sul lavoro incidenti sull’attività lavorativa oggetto dell’appalto;

b) coordinano gli interventi di protezione e prevenzione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, informandosi reciprocamente anche al fine di eliminare rischi dovuti alle interferenze tra i lavori delle diverse imprese coinvolte nell’esecuzione dell’opera complessiva.

Nell’ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto o subappalto, il personale occupato dall’impresa appaltatrice o subappaltatrice deve essere munito di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l’indicazione del datore di lavoro.